Confezioni da mangiare con gli occhi

Packaging alimentare: 5 passaggi per comunicare qualità

Il packaging alimentare è un tema di primo piano nell’anno di Expo Milano dedicato alla nutrizione e fa nascere riflessioni su sostenibilità, economicità, riutilizzo dei materiali e necessità di marketing.
Anche quando non abbiamo a disposizione grandi budget, dobbiamo assicurarci che il packaging faccia bene il suo lavoro e che svolga efficacemente tre funzioni fondamentali:

  • attirare l’attenzione del consumatore per generare acquisti
  • dare informazioni a norma di legge sulle qualità del prodotto
  • proteggere l’integrità degli alimenti nel viaggio dal produttore alla tavola

Se sei un imprenditore o un responsabile marketing di una pmi o di una micro-impresa del settore food e stai cercando consigli professionali su come migliorare il packaging alimentare, continua a leggere perché sei arrivato nel post che fa al caso tuo. 

In sintonia con il consumatore

Prima di arrivare alla nostra check list per il packaging alimentare di qualità, vogliamo spendere qualche parola sull’importanza di essere dalla parte del consumatore finale.
Il packaging contribuisce a soddisfare i bisogni dei consumatori e deve essere coerente con il suo contenuto e con i valori espressi dal produttore.
Questo è vero soprattutto per il packaging alimentare perché come dice un adagio filosofico “l’uomo è ciò che mangia”.

Pensiamo ai consumatori di prodotti bio: continuerebbero a comprarci se proponessimo burger di soia in confezioni di plastica non riciclabile? 

Qualche mese fa, un nuovo cliente ci ha chiesto di riprogettare graficamente la sua linea di vini perché, anche se il prodotto piaceva, agenti e distributori non lo acquistavano per via dell’etichetta troppo ricca, troppo sfarzosa, troppo poco italiana.   

Quando progettiamo un nuovo packaging mettiamoci in ascolto dei nostri clienti e sintonizziamoci con le loro aspettative. Possiamo anche chiedere il loro contributo per migliorare il packaging, i modi sono tantissimi, alcuni sono addirittura economici e divertenti:

  • possiamo utilizzare le tecniche classiche organizzando interviste e focus group;
  • oppure sfruttare il nostro sito web, la nostra newsletter, le nostre pagine social per stimolare la discussione e raccogliere contributi.

Grazie al web abbiamo l’opportunità di servirci del packaging per creare azioni di marketing e contest che coinvolgono, mettono al centro e premiamo i consumatori finali; ma questo è un argomento immenso di cui riparleremo.  

5 passaggi per comunicare la qualità dei prodotti agroalimentari

Se produci olio extra-vergine di oliva, zafferano, salumi umbri, dell’ottima pasta o meravigliose salse di pomodoro, ti sarai certamente chiesto come fare a comunicare la qualità al consumatore finale.

Ti invitiamo a valutare la questione dalla prospettiva del consumatore:

Guardando lo scaffale, quali sono le confezioni che ispirano maggiore fiducia nella qualità del prodotto e nella serietà dell’azienda?

Noi abbiamo elaborato la nostra check list del packaging di qualità che è frutto dell’analisi dei feedback dei consumatori, del confronto con imprenditori e produttori e della ricerca sul campo.
La condividiamo perché pensiamo che possa esserti utile per comunicare ai consumatori le qualità dei tuoi prodotti. 

1) Risalto a marca e prodotto

Sembra una banalità, ma il nome della marca e il nome del prodotto devono essere in primo piano.
Troppe volte abbiamo sentito dire: 

– “Prendi il formaggio con la scatola gialla”
oppure
– “Noi compriamo quello con l’incarto blu ” 

Fai tu la prova! Rispondi per un giorno alle chiamate o alle email che riceve il tuo servizio consumatori: ne sentirai di tutti i tipi.
Ci saranno scambi esilaranti o vere e proprie chicche da condividere davanti alla macchina del caffè.
Ma c’è poco da stare sereni, se il consumatore non ricorda il nostro nome, lo trova scomodo da pronunciare o ricorre ai colori per distinguere i prodotti che abbiamo in gamma, la responsabilità è nostra. 

In realtà, ci sta dicendo che dovremmo fermarci a valutare ed eventualmente riprogettare qualcosa nel packaging e nel nome di un prodotto o di una linea perché non siamo né memorabili né riconoscibili.

Valuta anche l’età media dei tuoi clienti (soprattutto se l’Italia è il tuo mercato di riferimento) perché la popolazione invecchia e chiede confezioni leggere, pratiche e con caratteri leggibili.
Una confezione ben fatta, per tornare alle premesse, è rispettosa dei bisogni dei consumatori e, se necessario, cambia e semplifica se stessa per stare dalla loro parte.

2) Plus dell’ingredientistica

Non limitiamoci a evidenziare graficamente sulla confezione gli allergeni presenti, come previsto dalla normativa (regolamento UE n. 1169/2011 in materia di etichettatura degli alimenti). 

Valorizziamo gli ingredienti che rappresentano il buono dei prodotti: ti ricordi come ha fatto la Ferrero con l’ovetto Kinder “Più latte e meno cacao”?

L’efficace presentazione degli ingredienti del tuo prodotto è fondamentale per realizzare un packaging di successo e per dimostrare al tuo consumatore che ha davanti a sé esattamente il prodotto che stava cercando.

3) Leggibilità della data di scadenza

Come già sai, l’indicazionedella data di scadenzaè obbligatoria su ogni confezione e preimballo, anche parte di confezioni multi-pack.
La legge prevede che tutte le informazioni dell’etichetta debbano essere riprodotte, salvo alcune eccezioni, con caratteri tipografici che hanno un’altezza minima di 1,2mm prendendo a riferimento la lettera “x” minuscola.

Un buon progetto grafico deve prevedere lo spazio per apporre correttamente la dicitura “da consumarsi entro” in fase di confezionamento.
La data di scadenza facile da trovare e comoda da leggere è un modo per assumere un atteggiamento trasparente nei confronti del consumatore, gli stiamo dicendo:“Non ti facciamo perdere tempo: questa è la data di scadenza e di noi ti puoi fidare”.

4) Rappresentazione accurata della dichiarazione nutrizionale

14 dicembre 2016: forse questo giorno riguarda anche te.
A partire da questa data la quasi totalità delle confezioni dei prodotti alimentari dovrà riportare la dichiarazione nutrizionale come disposto dal regolamento UE.

La dichiarazione nutrizionale prevede l’indicazione obbligatoria di otto valori medi, riferiti a 100g/ml di prodotto, nell’ordine che segue: Energia (espressa in kJoule e kcal), grassi, di cui acidi grassi saturi, carboidrati, di cui zuccheri, fibre, proteine, sale.  L’obbligo di legge comprenderà frutta e ortaggi confezionati pronti per l’utilizzo (i cosiddetti alimenti di IV gamma) e verdure precotte da banco frigo (i cosiddetti alimenti di V gamma).

Una dichiarazione nutrizionale ben disegnata e accurata contribuisce a costruire la relazione di fiducia tra azienda e consumatore.

Ti consigliamo di pianificare appena puoi la revisione delle confezioni e di non aspettare il mese precedente l’entrata in vigore della norma: la fretta è cattiva consigliera e ha le mani bucate.

5) Presenza di consigli di utilizzo innovativi

Cambiano i ritmi, gli stili di vita, i gusti in tavola.
E non c’è limite alla fame di novità dei consumatori.
Nella nostra check list un posto speciale è occupato dai consigli di utilizzo innovativi.

Se produci lenticchie, perché non suggerire la ricetta di una bella insalata invece della solita zuppa? 

Se produci miele perché non far venire l’acquolina in bocca con un impasto di miele e mandorle o raccomandare una tisana emolliente ricca di antiossidanti naturali?

La confezione è il luogo ideale per proporre piccoli trucchi da chefper insegnare a ottenere il massimo beneficio dagli alimentiper aiutare a portare in tavola qualcosa di sfizioso e salutare.

Gioca questa partita sul campo dei social network e otterrai risultati soprattutto se la tua è un’azienda super specializzata, di nicchia o che produce prodotti tipici regionali IGT, DOC o DOCG

Raccomodiamo soprattutto di accompagnare i consigli di utilizzo con:

  • immagini professionali
  • testi invitanti piacevoli da leggere

perché a tutti piace mangiare anche con gli occhi.

Per riassumere

Non serve un artista per realizzare un packaging di successo.
Serve un progetto che integri grafica, un po’ di psicologia, conoscenza dei materiali e delle tecnologie di confezionamento e la tua collaborazione attiva, questa sì che è fondamentale, per realizzare packaging con i fiocchi.

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