Amiamo chi ci legge. E leggiamo chi amiamo.

Almeno una volta all’anno facciamo pulizia delle newsletter che non ci interessano più. Mentre conserviamo quelle che ci interessano a distanza di anni. Ci sono newsletter che inoltriamo ad amici o colleghi. Altre che non apriamo nemmeno. Ci sono newsletter che non leggiamo, ma che conserviamo perché potrebbero tornarci utili. Altre ci danno consigli per gli acquisti non richiesti. Ormai sappiamo tutti come funzionano certi trucchetti: ti iscrivi, ricevi il codice sconto, poi ti cancelli.

L’email marketing, benché spremuto come un limone, resta un canale molto interessante anche ai tempi dei social network. Solo che deve darsi degli obiettivi ed essere usato bene.

Non ti parleremo di software di invio, di Mailchimp e Mailup, di grafica accattivante, di immagini, calendario di invio, liste di distribuzione e GDPR. Almeno non prima del patto di fiducia che c’è tra chi si iscrive ad una newsletter e chi ne cura i contenuti e l’invio. Una fiducia che riguarda essenzialmente la rilevanza dei contenuti per chi la riceve.
Quindi meglio poche ma buonissime e legate tra loro da un progetto di comunicazione.