Imprenditore, perché ti fidanzi con l’agenzia di comunicazione sbagliata?

Scritto da Nicola in Blog 0 Commenti

Ho il timore che in tutte le agenzie che frequenti trovi qualcosa di sbagliato. È saggio da parte tua non farti mai troppe illusioni, sai bene che la perfezione non esiste. Certe volte però sei proprio ostinato, resti attaccato a schemi e abitudini malgrado una incompatibilità evidente con le necessità dell’azienda e del suo mercato di riferimento. Diciamocelo, certe volte ci sono realtà che semplicemente non dovrebbero stare insieme.

Il meccanismo non è poi così distante da quello che regola lo stare insieme delle persone. 

L’azienda non conosce abbastanza bene se stessa

Quando un’azienda cerca un partner per il marketing e la comunicazione parte da criteri aspecifici, vaghi e stereotipati come creatività, professionalità, puntualità.

Ogni azienda però ha il suo carattere, le sue ansie, fobie e speranze. La consapevolezza del proprio carattere permetterebbe all’azienda di prevedere in anticipo e con grande esattezza quali reazioni, positive o negative, possono provocare i comportamenti del partner. Qui si tratta di condividere la quotidianità in modo molto concreto e, senza dubbio, lontano dall’astrazione da cui la ricerca è partita. Anche il partner porta in dote la sua individualità insieme alle competenze; il buon esito della collaborazione dipenderà dalla compatibilità dei caratteri. Credo che possiamo impegnarci tutti per comprendere in maniera più profonda il temperamento della nostra azienda per rendere produttive anche le piccole manie che ci contraddistinguono: daremo meno potere alla fortuna e meno spazio alle soprese sul lavoro.

L’azienda non capisce il partner

Se un’azienda non conosce bene il proprio carattere, faticherà anche a capire chi ha davanti. Sembra che tutto lo sforzo sia concentrato esclusivamente nel valutare come si presenta il partner, come è fatto e dove si trova l’ufficio, chi sono i suoi amici, l’ampiezza del portfolio e quello che si dice in giro.

Quello che manca è la ricerca dei segnali deboli che rivelano l’atteggiamento del partner verso l’autorità, il denaro, il successo, l’insuccesso, la fedeltà, l’umiliazione e tanti altri elementi su cui è di vitale importanza andare d’accordo per fare delle cose buone insieme.

In qualche modo la selezione del partner di comunicazione poggia su impressioni destinate a cambiare sotto il peso della realtà.

L’azienda non vuole essere felice

Sembra paradossale, ma spesso alle aziende succede di scartare proprio il partner più compatibile per affidabilità, maturità, obiettivi, dimensioni.

Avere il partner giusto significa poter essere finalmente se stessi, eppure c’è una inquietudine che consuma e porta a fare un passo non adeguato alla gamba, o troppo lungo o troppo corto.

Le aziende e gli imprenditori non sono abituati a sentirsi soddisfatti e completi e per questo tendono a scegliere partner di comunicazioni che, nel tempo, vorranno e dovranno cambiare.

L’azienda crede di essere la più speciale di tutte

Gli imprenditori si guardano intorno e vedono tonnellate di comunicazione che non funziona e pensano che questo problema riguardi solo le altre aziende. D’altra parte non tutti gli imprenditori si possono permettere di scegliere tra le offerte di decine di commerciali creativi. Con una tale quantità di ammiratori, gli sembra praticamente impossibile non trovare marketing e comunicazione di qualità al prezzo desiderato. Per carità un’agenzia si può sempre rimpiazzare, l’epic fail di una campagna può essere dimenticato, un budget può essere riposizionato. Ma sarà l’eterno ritorno dell’uguale se non capiamo che siamo unici ed eccezionali esattamente come tutti gli altri.

L’azienda vuole smettere di pensarci

Ad un certo punto l’azienda decide di mettere un comodo pilota automatico al marketing e alla comunicazione. Basta direttori, uffici marketing completamente slegati, freelance e toppe da mettere all’ultimo momento. L’imprenditore decide che non vuole più far lavorare persone che non gli piacciono a cui, probabilemente, nemmeno lui piace. Avvia e manda in pezzi collaborazioni, si illude, ha brevi stagioni di soddisfazione e poi conosce nuove amarezze.

Non c’è da stupirsi se ad un certo momento l’imprenditore non ne può più, si mette con la prima agenzia che capita e smette di guardarsi intorno. Non sarà la coppia più bella del mondo, sarà sempre la solita minestra riscaldata e allungata, ma almeno non ci deve più pensare. Punto, chiuso, stop.

Imprenditore, se anche tu credi che sia venuto il momento di trovare l’agenzia giusta, ti saluto con una serie di domande che potrai fare al prossimo commerciale creativo che ti chiede un appuntamento:

- Queste sono le cose che mi fanno incazzare, quali sono le tue?

- Secondo te, riusciamo a far crescere questo progetto e farlo diventare grande?

- Come ti vedi insieme a me tra dieci anni?

- Quali sono i valori che ci faranno andare d’accordo?

 

Buon San Valentino a tutti, agli imprenditori e ai colleghi del marketing e della comunicazione.


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